«street»Art.

Eppure, dietro la patina glamour, si nasconde un’anima inquieta.

Che cos’è veramente la street Art? Arte o vandalismo? purtroppo è ancora poco conosciuta e a volta confusa con forme illegali che tra l’altro con l’estetica non hanno niente da spartire. L’«arte di strada» o «arte urbana» è il nome che i mass media hanno dato a quelle forme di arte che si manifestano nei luoghi pubblici trasformandoli in fondali o parte integrante di un’opera d’arte, oggi anche in 3D, con le tecniche più disparate: arte LED, piastrelle a mosaico, murales, stencil art, sticker art, wheatpasting e locandine di strada, proiezioni video, performance art, mobbingflash e installazioni. In genere, l’arte di strada o il termine più specifico post-graffiti è usato per distinguere le opera d’arte realizzate negli spazi pubblici dai graffiti e dagli atti di vandalismo. A differenza del «writing» – dove gli artisti utilizzano principalmente la vernice spray a mano libera per produrre le proprie opere – la street Art comprende molti altri mezzi di comunicazione e tecniche: non si è vincolati infatti all’uso di vernici spray e il soggetto non è obbligatoriamente legato allo studio della lettera. L’artista inoltre non vuole imporre necessariamente il suo nome attraverso la «tag» – pseudonimo di ogni graffitista – ma intende creare un’opera d’arte che si contestualizzi nello spazio che la circonda e interagisca con un pubblico diversificato, riprendendo il concetto di perfomance art, in un’arte che però sia duratura nel tempo e non necessariamente «ufficiale». Questi artisti hanno sfidato l’arte collocandola in contesti non-artistici. Gli street artists non aspirano a cambiare la definizione di un’opera d’arte, ma piuttosto a mettere in discussione l’ambiente esistente con una propria lingua e condividerla con la gente comune, di strada.
A tre decenni dalla sua comparsa il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano ha ormai guadagnato, tramite le sue influenze sulle arti visive, una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea internazionale e in particolare sulla pubblicità. E in alcuni casi ha portato i suoi artisti a lavorare su contratto come grafici per le società. Tale relazione è evidente, tra i manifesti pubblicitari e le opere di street Art dislocati nel tessuto urbano. La pubblicità trae da questa nuova forma di arte anticonformista nuove tecniche e spazi urbani per la creazione di campagne non convenzionali, sempre più efficaci e mirate. E a sua volta la street Art fa propri gli schemi testuali della pubblicità, tant’è che risulta difficile tracciare esattamente i confini tra questi due mondi, dove i marchi si confondono con le firme degli artisti. Sempre più spesso molti stret artists firmano pubblicità e molte pubblicità sembrano pezzi di street Art. Forse perché cresciuti nella società dei consumi, questi artisti si esprimono con le più efficaci tecniche pubblicitarie. Nei loro lavori si può notare, infatti, un forte utilizzo di frasi ad effetto, personaggi nazional popolari, particolari impostazioni grafiche. Se le istituzioni accomunano l’arte di strada al vandalismo, per pubblicitari e marketing manager non è così. Questi ultimi, infatti, sono stati i primi ad accorgersi del potenziale comunicativo delle tecniche adoperate da questi artisti.
Le motivazioni che spingono gli street artists sono le più varie, ma ciò che accomuna la maggior parte di essi è una forte corrente di attivismo e sovversione sociale. La street Art può essere un potente palcoscenico per avere maggiore visibilità e raggiungere un pubblico diversificato, aumentando la consapevolezza dei problemi sociali e politici. Aleksandra Kachko, ne è un esempio. Lavora come architetto ma sulle strade di San Pietroburgo è conosciuta come Zoa: dipinge sui muri il suo dissenso contro il regime di Putin ed è stata arrestata decine di volte, con l’aggravante di essere una street artist. Per altri invece la popolarità è più benevola. Artisti di strada come Jef Aerosol, Banksy, Mat Benote, BLU, Cartrain, Dan Witz, Tod Hanson, Invader, Michael Kirby, Viso Collo, Ellis Gallagher, Vhils, Os Gemeos, Swoon, Twist, 108 e Sten Lex… si sono guadagnati l’attenzione internazionale per il loro lavoro e hanno mostrato le loro opere in musei o gallerie d’arte così come nel tessuto urbano.

Questo è un documentario intervista in cui alcuni street artists si confessano di fronte alle telecamere. Chi lo fa a volto scoperto e chi dietro una maschera, per non farsi scoprire. Perché la street art è divenuta una rampa di lancio per molti artisti che muovono il mercato ma rimane pur sempre una pratica artistica al di fuori della legalità. Così artisti come Bansky, ad esempio, tengono gelosamente custodita la propria identità creando un mito che li ha resi famosi in tutto il mondo.
Questa nuova “moda” artistica è in costante aggiornamento e sta contagiando molti artisti di strada e non. Alcuni riescono a creare illusioni ottiche di tridimensionalità, creando scenari improbabili e fantastici in cui elementi urbani reali interagiscono attivamente con l’opera, diventandone parte integrante. Grazie all’uso sapiente di colori e prospettive, riprendendo la tecnica dei «madonnari» e quella dell’anamorfismo – una particolare illusione ottica, nata nel Rinascimento in ambito pittorico, che consente di creare l’effetto 3D con immagini bidimensionali – questi artisti riescono a coinvolgere lo spettatore e trasportarlo in un’altro mondo, quasi “parallelo”. Alcuni di essi sono diventati istituzioni nella street Art 3D, come Julian Beever, l’artista Edgar Mueller, l’architetto ed ex collaboratore Nasa Kurt Wenner o il creativo pubblicitario Manfred Stader. Qui di seguito ho postato una carrellata di foto, tratte da internet, delle più spettacolari opere di street Art.

BankSy. Ma chi è? Di Banksy, nato a Bristol nel 1974, non si sa molto poiché la sua identità è sconosciuta. Le sue opere, spesso ironiche e provocatorie, sono caratterizzate da immagini singolari e umoristiche, a volte accompagnate da slogan. Il messaggio di solito è contro la guerra, anti-capitalistico, anti-istituzionale e a favore della pace. I soggetti principali sono animali come scimmie e ratti, ma anche poliziotti, soldati, bambini e anziani.

Edgar Mueller. Nato nel 1968 a Mülheim (Ruhr), da piccolo partecipò a un un concorso internazionale di pittori di strada e s’innamorò dell’aspetto effimero e transitorio di queste opere. A partire dall’età di 25 anni Mueller, con una formazione autodidatta, ha così deciso di dedicarsi alla pittura di strada, viaggiando in tutta Europa.

Kurt Wenner è un artista americano di calibro internazionale, che reintepreta il Rinascimento in un modo unico. Dopo aver lavorato come illustratore di paesaggi extraterrestri per la Nasa, Wenner si sposta in Italia nel 1982 per studiare arte. A differenza di altri artisti contemporanei, Wenner fonde il patrimonio artistico del passato con l’immaginazione e l’arte del XXI secolo. Le sue opere non copiano i grandi maestri, ma li reinterpretano in chiave moderna.

Yet, behind the glamorous veiling, hides a restless soul.

What really is street art? Art or vandalism? Unfortunately is still little known and sometimes confused with illegal forms that among other things with the aesthetics have nothing in common. The «street Art» or «urban art» is the name that the media have given to those art forms that occur in public places, transforming them into backdrops or as part of a work of art, now in 3D, with different techniques: LED art, mosaic tiles, murals, stencil art, sticker art, street posters and wheatpasting, video projections, performance art, installations and mobbingflash. In general, street art, or more specifically the term Post-Graffiti is used to distinguish the work of art created in public spaces with graffiti and acts of vandalism. Unlike the “writing” – where artists primarily use spray paint free-hand to produce their own works – street art includes many other media and techniques: one is not bound because the use of spray paint and the subject is not necessarily linked to the study of the letter. The artist also does not necessarily want to impose his name through the “tags” – nickname of every graffiti artist – but intends to create a work of art that is contextualized in the space that surrounds and interacts with a diverse public, taking the concept of performance art, an art but it is durable and not necessarily “official”. These artists have challenged the art of placing it in non-artistic. The street artists do not aspire to change the definition of a work of art, but rather to question the existing environment with its own language and share it with the ordinary people on the streets.
Three decades after its appearance on the socio-cultural phenomenon of urban graffiti have been gained through its influence on visual arts, a unique importance on the international scene of contemporary creativity and especially on advertising. And in some cases has led its artists to work on contract for companies such as graphs. This relationship is evident between the posters and works of art located in the urban street. Advertising draws from this new form of art techniques and unconventional new urban spaces for creating unconventional campaigns, more effective and targeted. In turn, the street art adopts the textual patterns of advertising, so much so that it is difficult to draw exact boundaries between these two worlds, where the brands are mixed with the signatures of the artists. Increasingly, many artists signed strictly advertising and many advertisements look like pieces of street Art Perhaps because it grew in the consumer society, these artists express themselves with the most effective advertising techniques. In their work can be seen, in fact, a strong use of phrases for effect, national popular characters, special graphics settings. If the institutions are common street art to vandalism, for advertising and marketing managers do not. The latter, in fact, were the first to realize the communication potential of the techniques used by these artists.
The motivations that drive street artists are varied, but what unites most of them is a strong current of activism and social subversion. Street art can be a powerful stage for greater visibility and reach a diversified audience, increasing awareness of social and political problems. Aleksandra Kachko, is one example. Works as an architect but on the streets of St. Petersburg is known as Zoa: painted on the walls his dissent against the Putin regime and was arrested dozens of times, with the aggravating circumstance of being a street artist. For others, popularity is more benign. Street artists as Jef Aerosol, Banksy, Mat Benot, BLUE, Cartrain, Dan Witz, Tod Hanson, Invader, Michael Kirby, Neck Face, Ellis Gallagher, Vhils, Os Gemeos, Swoon, Twist, 108 Lex and Sten … have gained international attention for their work and have shown their works in museums or art galleries as well as in the urban fabric.
This is a documentary interview in which some street artists will admit to the cameras. Who does it openly and who is behind a mask, not to be discovered. Why is the street art has become a launching pad for many artists that move the market, but there still remains an artistic practice outside the law. So artists like Bansky, for example, held jealously guarded their identity by creating a myth that has made them famous throughout the world.
This new “fashion” art is constantly updated and is affecting many street artists and not. Some people manage to create optical illusions of three dimensions, creating scenarios in which improbable and fantastic elements of urban real interact actively with the work, becoming an integral part. Thanks to the skilful use of color and perspective, taking up the technique of “madonnari” and that of anamorphosis – a particular optical illusion, born in the Renaissance painting in the field, which allows you to create the 3D effect with two-dimensional images – these artists succeed to involve the viewer and transport them into another world, almost “parallel”. Some of them have become institutions in Street Art 3D, like Julian Beever, the artist Edgar Mueller, architect Kurt Wenner and former NASA employee or creative advertising Manfred Stader. Below I have posted a gallery of photos, taken from the Internet, the most spectacular works of Street Art
Banksy. But who is? Banksy, born in Bristol in 1974, not much is known because its identity is unknown.His works, often ironic and provocative images are characterized by unique and humorous, sometimes accompanied by slogans. The message is usually anti-war, anti-capitalist, anti-institutional and promote peace. The main subjects are animals such as monkeys and rats, but also police officers, soldiers, children and elderly.
Edgar Mueller. Born in 1968 in Mülheim (Ruhr), a child participated in an international competition for a street painters and fell in love with the look of these ephemeral works. From the age of 25 years Mueller, a self-training, so he decided to devote himself to painting the road, traveling throughout Europe.
Kurt Wenner è an American artist of international caliber, which reinterprets the Renaissance in a unique way. After working as an illustrator for NASA’s extraterrestrial landscapes, Wenner moved to Italy to study art in 1982. Unlike other contemporary artists, Wenner blends the heritage of the past with the imagination and the art of the twenty-first century. His works do not copy the great masters, but reinterpret them in a modern way.

S.

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